mercoledì 5 novembre 2014

Bioenergetica, perché ci offre la sicurezza nell’autostima?

Scaricare le tensioni conflittuali aumentando la forza nelle gambe
L’autostima innata è un valore individuale che si attiva nello stesso momento in cui avviene la fecondazione creata da un amplesso pieno di reciproca passione. L’amore di entrambi coronato anche dal desiderio inconscio di divenire felicemente genitore di un figlio sentito come frutto ed espressione concreta di un grande sentimento, inconsapevolmente, comunica all’embrione una felice accoglienza. Quando la fecondazione è casuale, priva di reciproci sentimenti di amore verso l’idea di avere un figlio e intrisa di conflitti, l’autostima del futuro nato potrebbe essere minata alla base. Attenzioni e cure affettuose che possono fiorire nel cuore dei genitori, dopo la nascita del bambino, possono compensare il deficit del primo impatto. Il neonato appena viene al mondo è sempre e comunque aperto alla conoscenza della vita, è felice del contatto, si abbandona fiducioso al sostegno. L’interazione con le eventuali delusioni e frustrazioni induce a creare le difese caratteriali che limiteranno l’autostima e la predisposizione ad aprirsi alle relazioni. La valutazione di se stesso dipenderà sempre dagli apprezzamenti o meno del prossimo, piuttosto che dal proprio valore reale fondato su autopercezioni positive.

La percezione del proprio Sé corporeo diviene facilmente mutevole e talvolta dinamica. Da momenti di autoesaltazione a stati di completa autosvalutazione che può giungere fino alla depressione, alle crisi di panico, all’ansia anticipatoria che blocca ogni possibilità di protendersi verso il mondo con padronanza. La percezione di sé oscillante   deriva dal conflitto tra aspettative dell’ideale dell’io e valore reale. La bassa autostima radicata nel proprio Sé corporeo è il risultato della discrepanza che esiste tra successo e insuccesso. Se i conflitti genitoriali hanno continuato a manifestare poca accoglienza della reale personalità del figlio, si costruisce un’identità che nel raggiungere il successo si sente in colpa per tutta la vita nei confronti dei perdenti e nel riuscire a superare il ruolo sociale della famiglia di origine. In questo stato la persona può boicottarsi per eludere il disagio del senso di colpa rimanendo in un continuo senso d’insoddisfazione che in lunghi tempi sfocia in malattia organica o in disagi psicologici. L’immagine di sé è simile a un mosaico che prende forma in base alle risposte che arrivano dalla famiglia e dal mondo esterno, se le interazioni tra il mondo familiare e collettivo sono in sintonia l’autostima è solida, nel caso in cui c’è dissonanza, durante la crescita per autodifesa si tende a divenire come gli altri tradendo la propria reale natura. La bioenergetica ha lo scopo di rendere un corpo vitale capace di sperimentare e rivivere il dolore, la rabbia, le gioie e le sofferenze della vita. L’analisi dei conflitti rimossi attraverso i simboli onirici, la liberazione delle emozioni congelate, lo scioglimento dei blocchi muscolari cronici attraverso gli esercizi di bioenergetica, aumenta la sicurezza nell’autostima, nel corpo e nella mente, fondata sull’accettazione dei propri limiti e valori, sui confini dei desideri, bisogni e diritti da realizzare in modo congruente alla propria realtà psicofisica.