mercoledì 5 novembre 2014

La Bioenergetica può risolvere il senso di vergogna limitante?

Confrontarsi nella lotta tra maschile e femminile
I migliori potenziali dell’essere umano talvolta sono limitati da una forte emozione di vergogna consapevole o inconsapevole che agisce sotterraneamente togliendo l’armonia alla vita e al piacere di realizzare i propri desideri sentimentali e di espansione dei personali valori. Talvolta è considerata timidezza, negando così il senso di vergogna. La vergogna è un’emozione che inizia a manifestarsi sin dai primi mesi di vita nel periodo in cui le sensazioni innate di gioia, tristezza, rabbia si manifestano come bagaglio ereditato dalla evoluzione biologica quale funzione adattiva nella filogenesi e ontogenesi dell’essere. L’espressione della vergogna condivisa in modo equilibrato dal nucleo familiare e sociale, diviene una funzione di adattamento alle regole ambientali e di regolazione dei confini della vita. Il bambino nei primi ventiquattro mesi inizia a guardarsi allo specchio e ad assumere la consapevolezza del proprio Sé corporeo, gli sguardi e i commenti genitoriali assumono importanza nel convalidare un radicamento positivo della totalità individuale o possono far emergere la vergogna come esperienza negativa accompagnata dal desiderio di nascondersi, sottrarsi agli sguardi, sentendo un senso di isolamento, imbarazzo, paura e invidia per il potere dei giudizi degli adulti.

Nel terzo anno, specchiandosi, inizia la valutazione del proprio Sé corporeo sentendo un’alternanza di superbia, soddisfazione, colpa e vergogna. La risposta genitoriale a ognuna di queste emozioni contraddittorie è fondamentale, un comportamento bilanciato tra l’esaltazione del bambino e il contenimento permette una crescita armonica dove la vergogna rimane nei confini della sua funzione di adattamento sociale. Una relazione familiare asimmetrica tra “amor proprio esaltato >umiliazione >trionfo >colpa” è troppo invasiva, anche se erroneamente è considerata affettuosa, crea eccessiva eccitazione innestando una spirale: vergogna >rabbia >colpa >orgoglio ferito, la sintesi di emozioni sovrapposte si manifesta in risate isteriche, sperando di creare amicizia, alternate a pianti disperati per eludere la disistima, evitare la disgiunzione del Sé e ristabilire l’unità psicocorporea. L’insieme di emozioni contradittorie innestano la percezione di un mondo  persecutorio tanto che la vergogna si amplia nella personalità, ottenebrando la gioia di vivere nella naturale armonia infantile. Nel divenire adulto se la vergogna continua a limitare la vita individuale crea dolore allo stomaco, contrazione negli occhi, ansia, crisi di panico e altri disagi. La consapevolezza che stabilisce la differenza tra vergogna funzionale alla socializzazione e vergogna limitante, assunta attraverso l’analisi dei sogni integrata alla bioenergetica, è il primo passo per protendersi verso la vita con maggior padronanza di sé. La sintonia tra movimento psicofisico e sogni, libera il corpo dalla rabbia incastonata nei blocchi energetici facendo fluire la corrente continua che parte dal cuore rendendo la persona sicura di sé nelle scelte di vita e nel confrontarsi con il mondo esterno sentito come accogliente.