mercoledì 5 novembre 2014

La propria responsabilità paterna dal periodo prenatale alla vita adulta

In grounding dare sostegno alla madre per comunicare sicurezza all'embrione
“Babbo, papà: padre! La tua presenza fisica ed emotiva è la forza della società, la tua assenza è il crollo dei valori collettivi. Caro padre, se ci sei batti un colpo!”. Queste sono le grida che molti figli potrebbero urlare al cielo per il vuoto affettivo e materiale sempre più dilagante dei padri latitanti dal loro ruolo carnale, sentimentale, giuridico. Pur essendo in vita, molti di loro sono assenti fisicamente, emotivamente, economicamente e da ogni tipo di responsabilità civile ed umana, della serie: “mio figlio? Ma chi è?”. Altri che pur stando in famiglia, sono quasi inesistenti, delegano tutti gli impegni morali, assistenziali e di accudimento alla madre, illudendosi che la competenza della crescita della prole non li riguardi. Alcuni cosiddetti “padri moderni” fanno gli amici della prole, corteggiano le amiche delle figlie, dei figli, delle proprie mogli, di quelle degli amici, se non basta debordano anche con qualsiasi conoscente occasionale, per trovare illusorie conferme della propria insicura identità maschile. Questi uomini non sono consapevoli che si trovano nell’anticamera dell’Alzheimer, poiché il loro comportamento privo di saggia autorevolezza, di dignità, rispetto ed equilibrio personale procura nella progenie e in tutti i giovani: smarrimento di valori, confusione di identità sessuale, disprezzo verso l’universo maschile. Non più “Complesso di Edipo” che spinge il maschio a liberarsi dal padre autoritario, ma “Complesso di Telemaco”, mitico figlio di Ulisse che per anni attende suo padre e difende sua madre dai Proci… La gravità dell’attuale situazione ha notevoli ricadute sociali, poiché la funzione paterna è importante sin dalla vita intrauterina e per tutta l’esistenza, indispensabile nello sviluppo affettivo-psico-sociale. E’ il padre a traghettare, con gradualità, i figli dal territorio materno a quello della società, favorendo l’emancipazione dall’infanzia al mondo adulto del lavoro. Pertanto un plauso collettivo a coloro che già svolgono questo ruolo positivo: la presenza psicofisica paterna riduce le problematiche comportamentali degli adolescenti maschi e femmine, diminuisce la delinquenza, aumenta lo sviluppo cognitivo. La Bioenergetica può dare un senso alla personalità dei padri perduti o confusi nei falsi valori morali, lavorando sul corpo e sulla mente dalla punta delle dita dei piedi fino agli occhi e tutta la testa. La persona può avvertire la gioia di sentire nei personali confini un’armonica orchestrina dove interagiscono tra loro: tenerezza infantile – scoperta e gioco fanciullesco – romanticismo adolescenziale – avventura e rischio equilibrato del giovane adulto – responsabilità adulta; mantenendo questo ritmo musicale nella vicendevolezza delle varie fasi della vita tra se e la propria progenie, può sentire la felice salute vitale per se stesso, la propria famiglia e la società. Il dovere e i diritti saranno solo piacere della vita e non pesanti incombenze. La psicoterapia Bioenergetica, combinazione tra esercizi fisici emozionali e analisi del carattere e dei sogni, conduce sulla via dell’emancipazione dalle pressioni sociali, della liberazione dalle inibizioni sessuali ed emotive e verso la realizzazione del Sé corporeo che è la sintesi dei migliori potenziali emozionali e personali.